arcobaleno onlus bergamo
L'ARCOBALENO ONLUS BERGAMO
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Arcobaleno Onlus Bergamo - chi siamo

La porta è aperta !


L'associazione di volontariato L'Arcobaleno onlus nasce a Bergamo 20 anni fa, quando alcuni di noi hanno per caso conosciuto le prime famiglie immigrate nel nostro quartiere.

Erano marocchini, tunisini, kosovari, erano gli anni dell'emergenza bellica nei Balcani, erano persone decisamente "spaesate" ed avevano bisogno di tutto in un paese di cui non conoscevano nulla, non la lingua, né le abitudini, né le norme.

Erano disperati che giungevano a Bergamo con il futuro spezzato: chi dalle bombe, chi dall'estrema povertà, chi dalla speranza delusa di poter costruire, nel proprio paese, un futuro dignitoso per i propri figli.

Ecco: ci siamo guardati negli occhi e da allora non è stato più possibile "distogliere lo sguardo".

Era, prima di tutto, necessario offrire una mano da stringere, stabilire un rapporto di fiducia, una relazione tale da poter iniziare a costruire qualcosa insieme su un punto fermo: " i 20 volontari di Arcobaleno non sono in grado di risolvere tutti i vostri problemi, ma sicuramente faranno tutto quanto è possibile perchè possiate fare buon uso di quanto l'Italia può offrire, perchè ogni persona venga bene accolta e, indipendentemente dal luogo d'origine,  possa esprimere al meglio le sue potenzialità per il bene proprio e della comunità nel rispetto reciproco".

La nostra mano tesa è stata subito bene accolta.

Vivendo molto tempo della giornata con le diverse famiglie con cui siamo entrati in contatto, avevamo verificato che ciò che era determinante per sentirci “insieme”, non più ospitanti e ospitati, ma persone che camminano insieme , sullo stesso pezzo di terra, diverse solo per il diverso passato, ma profondamente simili nel sentimento della gioia, del dolore, della paura, della speranza, era l’accoglienza reciproca.

Ci siamo accorti di quanto percepissero favorevolmente il nostro intenso e autentico desiderio di conoscere il loro modo di essere, di condividere le esperienze, di aiutarci, e per questo anche loro hanno accolto noi nelle loro case, si sono fidati.

Dopo un primo periodo in cui insieme ci siamo attivati per dare risposte a bisogni primari: sistemare i documenti, trovare una casa, cibo, lavoro,  mobili, abiti, ci siamo resi conto che era giunto il momento per imparare seriamente la lingua italiana, per aiutarli a diventare autonomi, a poter comunicare i loro pensieri e le loro emozioni, raccontarci la loro storia ed ascoltare la nostra, capire i loro doveri e conoscere i loro diritti, un aiuto indispensabile per l'integrazione.


Da alcuni mesi abbiamo firmato un accordo con il Banco alimentare per poter avere cibo per le 520 persone che stiamo aiutando in questo periodo per situazioni di grave indigenza.

Ci siamo ritrovati a dovere momentaneamente dare meno spazio alla mediazione culturale per puntare di nuovo sulla ricerca di cibo e di supporti a bisogni primari, mantenendo tutte le altre attività di formazione ed aiuto allo studio per i più giovani. Sembra di essere ritornati alle origini ma con un bagaglio culturale e con una esperienza molto forti, non solo dei nostri volontari, ma anche delle persone che abbiamo seguito in tutti questi anni.

Sono aumentati i volontari non italiani, è cresciuta notevolmente la consapevolezza del bisogno di darsi tutti una mano per il bene non solo proprio, ma di tutta la comunità.

Arcobaleno è diventata una associazione multietnica nella quale ognuno può trovare la persona che parla la sua lingua cui chiedere aiuto o con cui verificare le proprie scelte, è una porta aperta dove italiani e stranieri, giovani e anziani, si trovano quotidianamente insieme per condividere i propri valori e questo ci fa dimenticare la fatica e ci dà la consapevolezza che stiamo probabilmente percorrendo una buona strada.

Purtroppo tutte queste attività richiedono una sede (il cui affitto ha un costo di 6000 euro l'anno), un minimo di spese telefoniche, condominiali, la luce, il riscaldamento, un pò di materiale.

Noi, da parte nostra, mettiamo a disposizione quasi tutto il nostro tempo e tutto il nostro entusiasmo.

In tutti questi anni siamo stati sostenuti da bandi in parte del Comune di Bergamo e in parte della Fondazione della comunità bergamasca e della Provincia di Bergamo.

Non abbiamo mai potuto contare su un contributo fisso e questa precarietà rende difficile la programmazione delle nostre attività che ogni anno non sanno se potranno continuare.

Naturalmente tutte le nostre attività sono condotte in rete con le principali associazioni della città che condividono i nostri obiettivi.

Nel tempo abbiamo avuto molti articoli sui giornali locali, riconoscimenti e approvazione delle nostre attività da parte delle Istituzioni e delle Scuole in cui lavoriamo.

E' nata la Scuola dell'Arcobaleno: corsi di formazione linguistica e di educazione alla cittadinanza rivolti a cittadini immigrati, finalizzati a favorire:

  • la conoscenza della lingua italiana e della nostra Costituzione
  • l’integrazione della persona straniera nella realtà italiana e locale
  • l’inserimento del lavoratore nel mondo del lavoro
  • i rapporti individuali e familiari con le istituzioni

La scuola è strutturata su quattro livelli in base alla diversa conoscenza della lingua italiana da parte degli allievi. All’interno di ogni livello, gli insegnanti, tutti volontari, lavorano su piccoli gruppi.

Altri Insegnanti seguono i ragazzi stranieri e italiani che frequentano le scuole della città per aiutarli nei compiti e nel superamento di alcune difficoltà individuali.

Animatori accolgono i bambini dei genitori che non hanno nessuno cui poterli affidare durante le ore di lezione.

All’insegnamento della lingua italiana affianchiamo informazioni che possono essere utili nella quotidianità: numeri di telefono ed indirizzi per le situazioni di emergenza, orari e servizi degli uffici pubblici, di ospedali, uffici postali, banche, cooperative di lavoro, associazioni.

Informiamo inoltre sul come porsi nei riguardi del datore di lavoro, degli orari da rispettare, dei rapporti col medico di base, col S.S.N., col padrone di casa o con la scuola frequentata dai figli.

Per noi è molto importante che l’insegnamento sia flessibile e tenga costantemente presente la specificità dei singoli allievi: abbiamo con noi persone molto diverse per provenienza, età, scolarità, cultura, interessi ed obiettivi.

Ci sono uomini che hanno bisogno di imparare velocemente vocaboli relativi alla propria attività lavorativa e donne che vogliono sapersi muovere in un supermercato o imparare le nostre abitudini per potersi proporre come domestiche o badanti.

L' insegnamento deve basarsi prima di tutto sulla conoscenza di ogni singolo allievo e di ciò di cui ognuno ha bisogno.

Collaboriamo con il Centro EDA per la certificazione dei corsi di italiano L2 (seconda lingua), necessari per ottenere la carta di soggiorno.

In  base  alle nostre esperienze dirette, abbiamo noi stessi scritto tre libri di testo: “ Scuola e poi…”, “ L’alfabeto” e “ a b c ”, patrocinati dal Comune di Bergamo, comprendenti tutto quanto riteniamo sia utile conoscere per poter orizzontarsi nel nostro paese.

I nostri iscritti provengono da 64 nazioni diverse:

Perù, Venezuela, Colombia, Bolivia, Ecuador, Argentina, Brasile, Ucraina, Moldavia, Romania,  Bulgaria, Ungheria, Azerbaijan, Olanda, Croazia, Russia, Albania, Libano, Marocco, Algeria, Somalia, Ghana, Sudan, Repubblica di Guinea, Mali, Benin, Senegal, Costa D’avorio, Burkina Faso, Gabon, Tunisia, Egitto, Etiopia, Eritrea, Nigeria, Niger, Togo, Congo, Camerun, Sud Africa, Iran, Iraq, Afghanistan, Pakistan, Bangladesh,India, Taiwan, Srilanka, Thailandia, Filippine, Cuba, Laos, Turchia, Cina, Repubblica domenicana , Birmania, Corea, Grecia, Palestina, Arabia Saudita, Siria, Cile, Nuova Zelanda, El Salvador.

Alcuni di loro sono analfabeti nella propria lingua madre.

Gli allievi non provengono solo dal nostro quartiere, molti vengono da altri quartieri della città e dalla provincia.

Da tenere presente è il dato relativo all'incremento della "popolazione straniera" rispetto alla complessiva residente in Bergamo che passa dal 2,2% del 1995 al 15,8% del 2015 (fonte: Registri della popolazione residente del Comune di Bergamo - anno 2015).

Nel frattempo il numero dei nostri volontari cresceva e, su richiesta degli allievi, abbiamo attivato corsi di informatica: uso di software applicativi di open office quali word, excel ed altri, a livello base e avanzato.

Dato l'alto numero di etnie presenti nella scuola e quindi la possibilità di conoscere culture diverse abbiamo proposto corsi di formazione rivolti ad aspiranti insegnanti di corsi di lingua italiana per stranieri.

Conoscere le specificità delle singole etnie e la condizione psicologica e sociale in cui può trovarsi il migrante è fondamentale perché l’insegnante possa modulare correttamente il proprio progetto.

Diversi studenti dell'Università di Bergamo hanno svolto la propria tesi di laurea proponendo le nostre modalità di insegnamento.

Abbiamo attivato anche corsi di formazione rivolti ai migranti   con tre anni di frequenza della nostra scuola, perché a loro volta potessero coadiuvare l’insegnante italiano facilitando il rapporto e l’apprendimento dell’allievo immigrato e perché diventassero essi stessi punto di riferimento per i connazionali.

Attualmente abbiamo una insegnante marocchina ed uno del Burkina Faso.

Ma gli anni passavano e la realtà cambiava: con la possibilità offerta ai cittadini extracomunitari di regolarizzare la propria posizione rispetto allo Stato italiano e alle sue leggi, molte famiglie hanno avuto l’opportunità di ricongiungere i propri membri rimasti nel Paese d’origine e ricostituire la propria unità.

Siamo venuti a contatto con situazioni di ricongiungimento familiare che vedevano coinvolti in prima persona bambini e adolescenti ed è immediatamente emerso quanto sia importante il momento in cui, all’arrivo in Italia, avviene il confronto tra le fantasie e le aspettative del proprio porsi nel nuovo Paese e l’accoglienza reale.

Molto delicato diviene il momento del ricongiungimento con uno o con entrambi i genitori dopo una fase, spesso lunga, di separazione.

Il ricongiungimento avviene inoltre in un luogo molto diverso dal proprio e sconosciuto: si tratta di un incontro o del ritrovamento di figure parentali che la lontananza ha sfuocato e caricato di immagini fantastiche.

Particolarmente problematico è l’inserimento scolastico: significa infatti accogliere e inserire in modo positivo bambini e ragazzi che stanno vivendo una profonda e spesso faticosa ridefinizione della loro identità. La loro esperienza scolastica ha avuto inizio in paesi con sistemi educativi diversi dai nostri e la conoscenza della lingua e della cultura italiana è assai scarsa o nulla.

Il bambino straniero si trova così ad affrontare compiti plurimi: il passaggio dall’identità infantile a quella adulta, ma anche dall’identità culturale del suo Paese ad una nuova nel paese d’accoglienza, il rapporto con un mondo degli adulti sconosciuto e con genitori da riscoprire, proprio quando si tratterebbe per alcuni di loro, di affrontare, invece, l’importante momento psicologico della separazione e dell’individuazione.

Lo “spaesamento” induce ad assumere comportamenti imitativi disorientanti (dei coetanei incontrati qui) o, al contrario, ad isolarsi, non condividendo i nuovi modelli di vita.

Dall’osservazione di bambini e adolescenti stranieri, non importa se di origine africana o sudamericana, esteuropea o asiatica, è emersa la difficoltà ad accettare le modalità relazionali degli adolescenti italiani nei confronti del mondo adulto, relazione connotata da carenza di riconoscimenti gerarchici.

Nei casi di ricongiungimento, anche per i genitori la situazione è ricca d’emozione e d’ansia e le aspettative si caricano ben presto di preoccupazioni e dubbi sul futuro: il bambino che avevano lasciato ai nonni anni prima è cresciuto e forse la loro lontananza ne ha anche accelerato il processo di crescita. Forse ha vissuti di abbandono, o di tradimento se ad esempio trova nuove condizioni familiari, nuovi fratelli.

Anche il genitore durante il periodo di migrazione ha mutato il suo modo di essere e di interpretare il mondo, ma a volte, nell’accogliere il figlio fa riferimento alla loro comune cultura d’origine, come se questa fosse rimasta immutata dal momento della sua partenza, e spesso non è così.

Questo re/incontro contiene elementi che fanno pensare ad un rapporto da costruire ex novo, quasi tra persone tra loro sconosciute.

Avevamo scoperto che diverse donne migranti che avevano frequentato con successo i nostri corsi di italiano avevano, nel loro paese, una buona scolarità, ma qui in Italia avevano trovato solo un lavoro da colf, allora abbiamo pensato di formarle tramite corsi per mediatore culturale (alcuni dei nostri volontari avevano competenze in tal senso).

Le allieve hanno accolto con molta gioia questa possibilità per dimostrare le loro capacità e la loro cultura pregressa, si sono attivate con molto entusiasmo e , dopo diversi corsi, abbiamo iniziato a proporre alle scuole le nostre attività di mediazione culturale.

La mediazione induce il bisogno di decodificare e decodificarsi, ripercorrendo le tappe di una vita in movimento tra ruoli, Paesi, culture, tradizioni che producono ogni volta un soggetto originale, portatore però di una speranza comune: poter tornare ad essere un genitore e un figlio “adesso e qui”.

A tutto questo si aggiunge il fatto che il figlio ben presto apprende la nuova lingua, mentre per i genitori e in particolare per le mamme, spesso non culturalizzati e a volte analfabeti nella loro stessa lingua, il non comprendere e il non comunicare costituisce una ulteriore spaccatura con il mondo esterno e con i propri figli.

Ci siamo resi conto che i cambiamenti in atto nella società dovevano nuovamente indurci ad "aggiustare il tiro" delle nostre attività.

Il progetto che formulavamo per ogni famiglia doveva considerare "tutte" le problematiche, essendo esse necessariamente coesistenti, quindi la famiglia al proprio interno, le nuove dinamiche, i nuovi rapporti con l'esterno, con le istituzioni, con il sistema sanitario e il sistema scolastico.

I nostri progetti dovevano quindi fornire ai minori e alle loro famiglie un sostegno per ricongiungimenti e inserimenti che, anche nel migliore dei casi, risultavano critici o traumatici, partendo da un’accurata analisi e da un monitoraggio delle situazioni che venivano concretamente prese in carico dal gruppo di lavoro.

Abbiamo iniziato a proporre incontri di formazione e sostegno per i genitori con interventi e modalità diverse, modulati sulle specificità delle persone partecipanti, trattati dal personale di Arcobaleno ( Insegnanti di lingua italiana per stranieri, psicologo transculturale, mediatori culturali e facilitatori linguistici, medici ed avvocati) i temi seguenti:

  • Il progetto: la decisione di ricongiungere la famiglia, la preparazione, l’attesa, il viaggio;
  • L’incontro: l’accoglienza, come siamo “noi-genitori “adesso, come è ”lui-figlio” adesso, ridefinizione dei ruoli, chi si occuperà dell’altro;
  • Lo scontro: le fantasie, le aspettative, la realtà;
  • La nuova famiglia: i nuovi equilibri, i fratelli nati in Italia;
  • La scuola e l’impegno scolastico: aspettative, aspirazioni, ambizioni a confronto       (genitori / figli), valore attribuito alla formazione scolastica e culturale, il rendimento scolastico;
  • Rapporti di genitori e figli con gli insegnanti: rapporti di genere, debolezza ed autorevolezza, metodi educativi, i compiti a casa;
  • Rapporti dei bambini/ragazzi con i compagni di scuola:imitazione, isolamento, rifiuto, scontro, integrazione;
  • Il lavoro, la mancanza di lavoro: la sicurezza e l’insicurezza economica;
  • Situazioni di disagio e rischio di emarginazione: come riconoscerle e prevenirle;
  • Rapporti delle famiglie immigrate con le famiglie italiane dei compagni dei figli e del quartiere: discriminazioni, diffidenza, accoglienza, curiosità. Confronti:regole personali e sociali, abitudini di vita, libertà e orari, permissivismo, severità, punizioni, riconoscimenti gerarchici, rispetto verso gli adulti;
  • La lingua parlata in famiglia e fuori: l’apprendimento della lingua italiana da parte dei genitori, le incomprensioni;
  • Il ruolo fondamentale della famiglia in relazione ai propri compiti educativi
  • L’impegno sociale: accettazione delle reciproche culture.Abitudini, comportamenti, regolamenti, norme socialmente condivise;
  • Conoscere la città e i suoi servizi: le istituzioni, gli enti, le associazioni cui potersi rivolgere in situazioni di difficoltà;
  • La salute: la prevenzione, la malattia. Come affrontarla e a chi rivolgersi.
  • L’illegalità: come superarla, a chi rivolgersi.

Accanto a questi interventi rivolti prevalentemente ai genitori, abbiamo ritenuto indispensabile
l’azione contemporanea all’interno del sistema scolastico

Già è critico il momento del ricongiungimento con i genitori dopo una fase, spesso lunga, di separazione, ma quando ad esso si aggiunge l’impatto con la scuola, con nuovi insegnanti e nuovi compagni la situazione diventa ancora più complessa.

Spesso la scuola sa poco di questi ragazzi, del loro percorso scolastico, delle loro difficoltà, del loro vissuto, del tipo di esperienza scolastica in cui sono cresciuti e, con tanti altri bambini presenti nella classe, non c’è tempo per occuparsi in maniera approfondita di tutti.

Queste le azioni proposte:        
                                                        
PRIMA CONOSCENZA: percorso di accompagnamento all'inserimento scolastico

L'incremento delle iscrizioni di alunni neo-arrivati in Italia all'interno del sistema scolastico italiano rappresenta una realtà sempre più diffusa. La scuola si trova a dover rivedere le proprie modalità organizzative per accogliere in maniera adeguata chi viene da lontano, per conoscerne la storia e i percorsi di arrivo, per riconoscerne i saperi e le competenze pregresse. Tutto questo nella consapevolezza che la fase dell'accoglienza rappresenta il primo contatto del minore e della famiglia straniera con la scuola italiana, con gli insegnanti e i dirigenti scolastici, l'imprinting fondamentale che segna in maniera profonda le successive tappe dell'inserimento scolastico del minore straniero.


Le iniziative proposte in questo percorso prevedono i seguenti obiettivi:

  • l'organizzazione di modalità di inserimento non casuali, con un'attenzione particolare all' aspetto positivo della relazione, alla riduzione della possibile ansia dell'alunno e dell’eventuale diffidenza da parte della famiglia;
  • la costruzione di luoghi educativi aperti e disponibili al confronto con l'altro, per favorire la comunicazione, lo scambio e l'aiuto reciproco tra famiglia e scuola, in vista di un obiettivo comune;
  • l’individuazione delle risorse necessarie per realizzare un progetto di integrazione adeguato e valido, calibrato sulle reali necessità dell'alunno e della programmazione scolastica.

Metodologia di lavoro:

Il percorso di accoglienza dell'alunno neo-arrivato si articola in diverse fasi le quali prevedono: la presenza di almeno un insegnante, dell'alunno, della sua famiglia, di un mediatore culturale e di un facilitatore.

  • Ricostruzione della biografia personale e scolastica dell'alunno: in questa fase si propone un questionario- guida per raccogliere i dati biografici del ragazzo, la storia scolastica pregressa, la situazione familiare. Si osservano inoltre i comportamenti e le abilità dell'alunno, rilevando le competenze già acquisite e i bisogni specifici di apprendimento, proponendo, dove richiesto, prove logico-matematiche e di competenze non verbali.
  • Facilitazione dell'inserimento scolastico e conoscenza della nuova scuola: La famiglia dell'alunno viene informata sul sistema scolastico italiano e sulle principali modalità organizzative della scuola di accoglienza (programmi, calendario, insegnanti, servizi..). Gli insegnanti ricevono materiale informativo sulle principali caratteristiche della scuola di provenienza dell'alunno. Si propone al minore un percorso conoscitivo della struttura scolastica, che prevede la visita ed una prima conoscenza degli spazi (aule, laboratori, mensa…) e del personale scolastico (insegnanti, dirigente, personale di segreteria…).
  • Verifica e confronto con gli insegnanti: A seguito degli incontri con la famiglia e con l'alunno neo-arrivato, si propone un momento di condivisione dei risultati, per individuare la classe e la sezione in cui inserire l’allievo e per delineare eventuali percorsi didattici individualizzati.
  • Presentazione dell'alunno alla nuova classe: L'alunno viene inserito nel nuovo contesto classe per mezzo di una presentazione del paese di origine e di un piccolo laboratorio introduttivo, per favorire la prima socializzazione con i compagni.

L’attività è condotta, in funzione della diversa situazione, da un educatore o uno psicologo, il quale,
coadiuvato da un mediatore linguistico/culturale (con L’arcobaleno collaborano 30 mediatori di 27 etnie diverse), prende i contatti con la scuola e la famiglia, gestisce i rapporti con gli insegnanti e si occupa degli aspetti comunicativi e relazionali di ogni incontro.
 
CINEMARCOBALENO:

una finestra sui mondi. Il cinema, utilizzato non solo a scopo didattico, ma relazionale, può diventare un dispositivo efficace per trattare il tema dell’intercultura, per far sentire gli studenti “dentro il problema”, per facilitare l’assunzione di punti di vista decentrati e, al tempo stesso, per aiutare i ragazzi, italiani e stranieri, a parlare, tramite le esperienze vissute dai protagonisti dei film, anche di sé in maniera mediata e rassicurante. La visione accompagnata dei film infatti, a partire dalle reazioni emotive che suscita, consente all’operatore di far riflettere sulla formazione di modelli e comportamenti, con l’obiettivo di prevenire atteggiamenti discriminatori e stereotipati e promuovere una forma mentis flessibile, rispettosa della specificità dell’altro.

Gli obiettivi :

  • promuovere le competenze di base (competenze linguistiche, narratologiche, storico culturali)
  • riconoscere e distinguere gli elementi di linguaggio, rilevare il funzionamento di codici, identificare i temi, riconoscere gli sfondi mentali e culturali;
  • far emergere le potenzialità concrete dello strumento audiovisivo (cinema come “finestra sul mondo”, specchio personale e specchio sociale);
  • saper individuare e analizzare gli stereotipi e i pregiudizi sociali all’interno di immagini cinematografiche;
  • proporre, attraverso lo strumento cinematografico, stimoli alla conoscenza di come siano vissute l’infanzia e l’adolescenza, ed i relativi problemi, in paesi e culture “altre”, diverse dal proprio.

Ogni incontro tende a far emergere esperienze, conoscenze, emozioni e sollecitare l’espressione del proprio punto di vista
mettendolo in relazione con quello degli altri partecipanti.

Metodologia di lavoro:

I laboratori sono suddivisi per classe d’età degli studenti.

Ogni laboratorio prevede:

  • la visione di un film o di sequenze di immagini riguardanti un tema predefinito
  • la raccolta delle “prime impressioni” utilizzando il metodo del brainstorming e loro sistematizzazione
  • il riconoscimento del contesto storico-culturale, l’analisi e il confronto tra i diversi codici comunicativi utilizzati e l’identificazione dei temi principali, la proposta di spunti, criticità, riflessioni in plenaria
  • lavori/laboratori in sottogruppo secondo una traccia data e successiva rielaborazione insieme
  • la distribuzione delle schede dei film e di una bibliografia per gli Insegnanti relativa al materiale cui si è fatto riferimento
  • incontro con mediatori culturali dell’etnia cui il film si riferisce, per poter approfondire le tematiche
  • laboratorio creativo

L’attività è condotta, in funzione della diversa situazione, da un educatore o uno psicologo e un mediatore linguistico e culturale.

SPAZIOARCOBALENO: non solo compiti  

Lo Spazioarcobaleno costituisce un punto di incontro per l'aggregazione extrascolastica di bambini e ragazzi di diversa provenienza.L’attività proposta vede i ragazzi protagonisti di un gruppo di scambio di conoscenze ed informazioni utilizzando le quali potranno:

  • valorizzare le qualità e le abilità personali;
  • sentirsi al tempo stesso persone che danno aiuto e che lo ricevono;
  • favorire la reciprocità e lo sviluppo delle potenzialità del lavoro di gruppo in vista di un obiettivo comune.

Tale spazio, condotto in collaborazione con il Comune di Bergamo, rappresenta un momento di socializzazione a carattere multiculturale, con lo scopo di
favorire la conoscenza reciproca e di instaurare modalità positive di relazione all'interno dei gruppo dei pari.

L’azione dello Spazio Compiti si pone inoltre, come finalità, quella di rappresentare un'alternativa utile ed educativa all'isolamento nel quale si trovano spesso i ragazzi nello spazio extrascolastico.

Lo spazio è rivolto a tre fasce d'età distinte, con tre spazi delimitati: quella dei bambini che frequentano la scuola primaria e quella dai ragazzi che frequentano la scuola secondaria inferiore o superiore. All'interno di questi tre spazi i mediatori ricoprono il ruolo di supervisori e di punti di riferimento nella gestione delle relazioni in un clima sereno, in cui i partecipanti verranno sollecitati ad essere attivi e propositivi. I ragazzi, organizzati in piccoli gruppi, creano un modello di "auto aiuto" nello svolgimento dei compiti e nella spiegazione di eventuali incomprensioni.

Metodologia di lavoro:

La struttura dello Spazioarcobaleno è organizzata secondo un percorso che prevede diversi momenti:

  • accoglienza dei ragazzi con momento di espressione personale;
  • merenda;
  • spazio per i compiti o per attività creative / ludiche organizzate.

L’attività è condotta, in funzione della diversa situazione, da un educatore e un mediatore linguistico e culturale.

I LABORATORI dell’ARCOBALENO: animazione interculturale

Il clima di distensione, l'intensa motivazione e il coinvolgimento emotivo che accompagnano le attività ludiche fanno del gioco una metodologia duttile e insieme estremamente efficace per l'apprendimento interculturale.

Il gioco, inoltre, è già di per sé, per la molteplicità di forme in cui si realizza, una valida modalità di conoscenza: consente di rielaborare le esperienze, di integrarle e di padroneggiarle

Gli obiettivi:

  • promuovere un ambito sociale positivo;
  • favorire la possibilità di esprimere se stessi (creatività);
  • stimolare la capacità di percepire e ascoltare l'altro (ascolto e decentramento);
  • utilizzare dinamiche relazionali emotivo-affettive.

In base all'età degli alunni, alla specificità/competenze/provenienze, l’azione prevede diversi approcci attraverso i quali saranno proposte al gruppo classe alcune tematiche:

  • il paese d'origine (conoscenza di contesti e culture di provenienza: infanzia,
  • adolescenza, educazione, modelli familiari...).
  • il viaggio e la migrazione;
  • il gioco;
  • le filastrocche, la fiaba e la narrazione;
  • il cibo e la cucina nel mondo;
  • musica e strumenti musicali;
  • gli squilibri tra nord e sud del mondo;
  • le feste e il loro significato.

Per definizione la modalità sarà attiva, partecipativa, ludica, e si comporrà di più fasi:

  • attività di presentazione;
  • attività centrale (a livello singolo, di coppia o di gruppo);
  • rielaborazione (restituzione al gruppo);
  • valutazione (alla fine d'ogni incontro e/o dell'intero percorso).

L’attività è condotta, in funzione della diversa situazione, da un educatore e un mediatore linguistico e culturale.

PERCORSO DI ALFABETIZZAZIONE - alunni

La conoscenza della lingua italiana è uno dei requisiti fondamentali dell'alunno straniero per socializzare ed integrarsi all'interno del sistema scolastico e del territorio di accoglienza.

L'importanza di questa abilità rende necessari percorsi di accompagnamento e approfondimento linguistico che rispondano sia alle esigenze degli insegnanti che alla volontà dell'alunno di comunicare, relazionarsi ed esprimersi nei diversi contesti della vita scolastica e quotidiana

E' quindi importante adottare criteri di flessibilità tali da consentire, dopo un'adeguata mappatura dei bisogni di alfabetizzazione espressi dalla scuola, interventi diversificati e personalizzati in base ad ogni singola esigenza.

Gli obiettivi:

Il percorso di accompagnamento linguistico si sviluppa secondo i seguenti obiettivi:

  • garantire interventi individualizzati o di gruppo di mediazione linguistico-culturale in ambito scolastico ed educativo;
  • supportare gli insegnanti nell’individuazione di metodologie e strategie di apprendimento in relazione a specifiche difficoltà;
  • accompagnare all'apprendimento della L2 con un percorso di valorizzazione della lingua e della cultura di provenienza dell'alunno.
  • favorire il senso di appartenenza e benessere all'interno della classe, permettendo all'alunno di acquisire abilità comunicative, per instaurare relazioni positive in ambito scolastico ed extrascolastico.

etodologia di lavoro:

Le azioni di supporto al successo scolastico degli alunni stranieri saranno articolate secondo metodologie diversificate di insegnamento della lingua italiana: accanto a momenti più "tecnici", verranno sviluppate attività di apprendimento mediante l'utilizzo di strumenti ludici ed espressivi, quali ad esempio supporti musicali, giochi individuali e di gruppo, role playing e drammatizzazioni, espressività non verbale.

Il percorso di alfabetizzazione rappresenta un momento importante di raccordo e condivisione tra le diverse figure educative (insegnanti, facilitatori linguistici, mediatori culturali…).

Al fine di impostare una linea di intervento efficace e positiva, si rende necessario analizzare e individuare gli interventi specifici in momenti di compresenza di tutte le figure, al fine di analizzare le competenze pregresse dell'alunno e di individuare le migliori strategie di supporto linguistico.

PERCORSO DI ALFABETIZZAZIONE – genitori

come strumento di integrazione, di comunicazione, per evitare che le mamme possano non capire più i figli che più velocemente di loro hanno appreso la lingua italiana, per favorire la nascita di una rete di solidarietà con le altre mamme.

Il progetto si propone di avviare un corso di alfabetizzazione/ formazione “alla mattina”, quando i figli sono a scuola, con l’obiettivo di favorire, tramite la conoscenza della nostra lingua, l’integrazione delle donne immigrate che in altri orari avrebbero difficoltà a disporre del proprio tempo.

Gli obiettivi:

  • Apprendimento della lingua italiana;
  • Conoscenza delle comunicazioni scuola – famiglia;
  • Informazioni sull’accesso al servizio sanitario locale;
  • Conoscenza dei principali servizi a disposizione degli immigrati sul territorio;
  • Leggi e norme che regolano l’immigrazione.

270 SCHEDE SCUOLA – FAMIGLIA   

Abbiamo tradotto in 18 lingue le 15 schede più utilizzate per le comunicazioni fra la scuola e la famiglia.

Il materiale è disponibile in versione cartacea e informatica.

Ma la situazione cambia nuovamente: non c'è più lavoro.

Chiunque sia attento a ciò che sta avvenendo da alcuni anni in Italia ha ben presente il dramma che molte famiglie stanno vivendo per la mancanza di lavoro.

I volontari e gli operatori dell’Associazione L’Arcobaleno hanno visto triplicare, nell’ultimo anno, il numero di famiglie, italiane e migranti, in grave disagio economico e sociale.

I già delicati equilibri familiari, spesso retti sul precario lavoro di un solo componente della famiglia, messi a dura prova in questi ultimi anni in cui però, per alcuni fortunati, si è potuto mettere mano ai risparmi, si stanno completamente sgretolando.

L’elevato numero di figli e la scarsa o assente rete familiare, amicale e sociale rendono la situazione ancora più critica.

La crisi economica diviene rapidamente crisi personale e sociale, in un periodo in cui il drastico taglio di risorse finanziarie agli enti pubblici territoriali sta seriamente mettendo in crisi il sistema di welfare e la comunità stessa.

I padri di famiglia che stiamo seguendo sono ormai senza lavoro da 3, 4 anni. Le famiglie extracomunitarie ci raccontano che per loro "questa" è la loro terra, loro abitano qui da 10, 15 anni, conoscono bene l'italiano,i loro figli sono nati qui, sono bene integrati: questa è diventata la loro patria, perchè nel loro paese d'origine non hanno più radici, i nonni non ci sono più, i fratelli sono emigrati in altre nazioni, non è più possibile, come molti italiani dicono loro: "tornare nel nostro paese, perchè il nostro paese è questo".

Anni fa le famiglie che si rivolgevano a noi erano soprattutto straniere, oggi abbiamo mamme italiane sole con figli perchè il padre se n'è andato, pensionati con la pensione minima, uomini soli, anziani o separati. In questi anni l'associazione ha lavorato davvero duramente per sostenere le situazioni più difficili, per l'integrazione, oggi l'emergenza è ancora più pressante e il "qui ed ora" significa che non c'è un minuto da perdere perchè il bisogno non è più solo l'integrazione o il sostegno scolastico, ma è la sopravvivenza, è il cibo, è un tetto sopra la testa.

E' fondamentale la relazione non superficiale con gli adolescenti perchè sentano di appartenere ad una comunità, ad un gruppo che "tiene a loro", perchè non si perdano, scegliendo percorsi che appaiono più facili, ma sono invece estremamente pericolosi.

L'esasperazione dei padri, la mancanza di speranza delle mamme provocano nei figli estrema insicurezza.

La mancanza del cibo , "la minestra che viene allungata" come ci dicono le madri oggi, e come raccontano le nostre nonne quando parlano dei tempi della guerra, viene confrontata dai ragazzi con gli enormi e vergognosi sprechi di cui ogni giorno sentono parlare in televisione, o che verificano quotidianamente a scuola, esibiti da alcuni compagni.

Le donne all’interno della famiglia vengono individuate come il principale decisore degli stili di vita, ma contemporaneamente coloro che, all’interno del gruppo familiare, portano con maggiore sofferenza il peso delle difficoltà.

Oggi, più che in passato, la donna ha mantenuto ed accresciuto il proprio ruolo di regista e collante dei rapporti familiari.

In un quadro di semi-latitanza collettiva, la donna mantiene e garantisce il rapporto con la scuola, determina i consumi, sovrintende l’educazione dei figli, sostiene il marito privato del lavoro, tanto importante per la stima di sé, opera le piccole scelte quotidiane che condizionano opinione e bene comune.

Alle donne, tutte le donne, che portano il peso del disagio di tutti i membri della famiglia vanno offerti strumenti, occasioni di crescita e di speranza nel futuro, possibilità di entrare nel mondo del lavoro dando loro le opportunità per poter valorizzare le proprie potenzialità, per non sentirsi esterne ad una società che ha bisogno di loro.

Una nostra volontaria segue tutte le donne in gravidanza che si rivolgono a noi e le accompagna, se lo richiedono, alle visite e durante il parto.

Due medici, con lo studio accanto ad Arcobaleno, sono disponibili per dare spiegazioni insieme al mediatore culturale/linguistico su problematiche sanitarie ai genitori che ancora non conoscono bene l'italiano e sono in ansia per problemi di salute.

Lo scorso anno, con il supporto della Fondazione della Comunità bergamasca, ci è stato possibile iniziare un percorso con le mamme finalizzato alla consapevolezza delle proprie capacità e potenzialità. Sono stati inoltre condotti corsi base di cucito perchè possano acquisire nuove abilità da poter utilizzare anche nel caso debbano fare ritorno nel loro paese. Ora desideriamo proporre attività di perfezionamento, al fine di rendere le signore autonome nel lavoro acquisendo nuove abilità.

Le Istituzioni preposte alle Politiche sociali, le Assistenti sociali stesse hanno ormai gravissime difficoltà ad offrire concreti supporti economici alle famiglie.

E' incredibile che ancora oggi, in Italia, a Bergamo, ci siano persone che non hanno da mangiare adeguatamente, con tutti gli sprechi che vediamo intorno a noi e noi lo verifichiamo ogni giorno.

Persone anziane di vari quartieri della città ci aiutano raccogliendo, presso le loro abitazioni, abiti cibo che poi passiamo a ritirare.

Questa attività è di grande importanza anche per gli stessi anziani che si accorgono di essere per noi utilissimi e si impegnano con molta passione
Via Giovanni Keplero, 3 - 24126 Bergamo - Tel. 035.5295288 - Mail larcobaleno.onlus@libero.it
L'arcobaleno Onlus Bergamo
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